
C’è un’Italia che non si limita a mostrare il suo mare più bello, ma lo usa come piattaforma di cambiamento. Mentre le temperature continuano a salire e gli eventi estremi modificano la percezione stessa della vacanza, trenta località – venti marine e dieci lacustri – hanno ottenuto nel 2026 il riconoscimento delle Cinque Vele, assegnato da Legambiente e Touring Club Italiano. Molto più di un premio, si tratta di un mosaico di strategie concrete, di politiche ambientali lungimiranti e di una ritrovata attenzione alla biodiversità che sta trasformando le coste e i bacini lacustri in veri e propri laboratori di adattamento climatico. In questo viaggio tra i numeri, le classifiche e le storie, cerco di offrire una lettura integrata di cosa significhi oggi, nel concreto, fare turismo sostenibile in un Paese esposto alle conseguenze della crisi climatica. 🌍🌡️
L’anima del riconoscimento: sostenibilità, adattamento, visione
Le Cinque Vele non sono un semplice bollino di qualità estetica. Dal 2000 la guida “Il Mare più bello” – curata ogni anno da Legambiente e Touring Club Italiano – valuta le località costiere e lacustri incrociando indicatori ambientali, qualità dell’accoglienza, gestione del territorio e, aspetto ormai imprescindibile, la capacità di adattarsi ai mutamenti del clima. Nel 2026 l’attenzione si è spostata ancora più in là: le amministrazioni vengono osservate non solo per quello che proteggono, ma per le soluzioni che offrono a residenti e ospiti, spingendo verso un modello di vacanza che, accanto al sole e al mare, proponga esperienze nell’entroterra, nella natura, in luoghi dove la temperatura è più mite e il paesaggio rivela un’altra dimensione della bellezza italiana. 🌿🏞️
Il risultato è una classifica che, come vedremo, premia in modo deciso il Meridione, valorizzando un Sud che sta dimostrando di saper unire tutela ambientale, sviluppo economico e coesione sociale. Ma il fenomeno non è confinato alle coste: i laghi alpini e appenninici mostrano dinamiche altrettanto interessanti, con un Trentino-Alto Adige leader e un lago di Scanno che, nel cuore dell’Abruzzo, conferma come anche i piccoli centri possano diventare esempi luminosi. 🚣♂️⛰️
La classifica marina 2026: Pollica regina, Meridione protagonista
Le prime nove posizioni della top ten delle località marine a Cinque Vele sono occupate da realtà del Sud e delle Isole. Pollica, in provincia di Salerno, guida la graduatoria: un primato che non sorprende chi segue l’evoluzione delle politiche ambientali campane. Il Comune salernitano – che comprende le frazioni di Acciaroli e Pioppi – è da tempo un laboratorio di slow tourism, con aree marine protette, pesca sostenibile e un’offerta enogastronomica che fa della dieta mediterranea un presidio identitario. Al secondo posto troviamo Baunei, in provincia di Nuoro, che sale dalla quarta posizione del 2025: un balzo reso possibile da una gestione sempre più attenta della fascia costiera del Golfo di Orosei, con sentieri escursionistici curati e un contenimento severo del traffico nautico nelle calette più delicate. Terza piazza per Otranto, in provincia di Lecce, che compie un balzo altrettanto notevole dalla decima posizione, premiata per la riqualificazione del lungomare, la pedonalizzazione del centro storico e le politiche di riduzione dei rifiuti plastici. 🥇🐬
Seguono Domus De Maria, sulla costa meridionale della Sardegna; San Giovanni a Piro, ancora nel Cilento; Nardò e Gallipoli nel Salento ionico; San Teodoro e Santa Teresa di Gallura in Gallura; Cabras, con la penisola del Sinis; e Castiglione della Pescaia in Toscana, unica località del Centro-Nord a entrare nella top ten. È un quadro che racconta un Sud dinamico, capace di interpretare la sostenibilità non come vincolo ma come leva di attrattività. 🏖️🐢
La classifica regionale conferma la Sardegna in testa con sei località a Cinque Vele (Posada, San Teodoro, Santa Teresa di Gallura, Baunei, Domus De Maria e Cabras), seguita dalla Puglia con cinque (Nardò, Gallipoli, Otranto, Melendugno e Vieste), dalla Toscana con quattro (tutte in provincia di Grosseto: Castiglione della Pescaia, Marina di Grosseto, Capalbio e Isola del Giglio), dalla Campania con tre (Castellabate, Pollica e San Giovanni a Piro) e da Liguria e Basilicata con una ciascuna (rispettivamente Cinque Terre e Maratea). Un quadro che premia le aree dove si è investito sulla diversificazione dell’offerta, sulla depurazione delle acque e sulla tutela degli habitat costieri. 🌊🌾
I laghi: Molveno sempre al vertice, il centro Italia resiste con Scanno
Per i laghi la classifica 2026 regala conferme e qualche interessante novità. Il lago di Molveno, in provincia di Trento, resta il riferimento assoluto: bandiera arancione del Touring Club Italiano e Cinque Vele, la località trentina ha saputo conciliare la fruizione turistica con una qualità delle acque eccellente e un’offerta di mobilità dolce esemplare. Seguono il lago del Mis, nel Bellunese, e il lago di Monticolo in Alto Adige, entrambi capaci di preservare un equilibrio tra natura e accessibilità. 🏔️💧
Il Trentino-Alto Adige si conferma così leader con tre località; il Piemonte piazza Avigliana e Cannero Riviera; il Veneto, oltre al lago del Mis, ottiene le Cinque Vele anche al lago di Santa Croce; la Lombardia, pur non avendo località lacustri a Cinque Vele piene nella top regionale, viene citata per Gardone Riviera e Toscolano Maderno, sulla sponda bresciana del Garda. Spicca invece, nel centro Italia, la presenza del lago di Scanno, in Abruzzo, che sale al settimo posto complessivo tra i laghi: un risultato significativo per un’area interna che ha scommesso sulla qualità ambientale e sulla mobilità sostenibile, offrendo un’alternativa concreta alle mete costiere congestionate. 🛶🌿
Biodiversità protagonista: tartarughe, fratini e comuni custodi
La guida “Il Mare più bello” 2026 non si limita a fotografare lo stato dell’arte, ma diventa uno strumento di politica ambientale attiva. Un capitolo centrale riguarda la tutela della biodiversità. Con l’aumento delle temperature, la tartaruga marina Caretta caretta sta colonizzando sempre più le spiagge italiane: nel 2026 i “comuni amici delle tartarughe” censiti nella guida sono saliti a 124, con un incremento di oltre il 20% rispetto ai 102 del 2025. Ogni amministrazione che sottoscrive il protocollo d’intesa promosso da Legambiente nell’ambito del progetto Life TURTLENEST si impegna a garantire la pulizia manuale degli arenili, a ridurre l’inquinamento luminoso, a formare gli operatori e a collaborare con esperti per la messa in sicurezza dei nidi. La Campania guida questa rete con 25 comuni, seguita da Calabria (19) e Puglia (16): un dato che mostra come il Mezzogiorno stia facendo da apripista nella protezione di una specie simbolo. 🐢🥚
Parallelamente, entra in scena una nuova figura: il “custode del fratino”. Barletta, in provincia di Barletta-Andria-Trani, è il primo comune italiano ad aver sottoscritto il protocollo d’intesa legato al progetto Life Alexandro, finanziato dall’Unione Europea, che mira a tutelare il fratino (Anarhynchus alexandrinus), un piccolo uccello limicolo i cui habitat sono messi a rischio dall’antropizzazione costiera. Le attività previste includono la conservazione e il ripristino degli ambienti dunali, la pulizia manuale delle spiagge, la limitazione del disturbo umano e campagne di sensibilizzazione rivolte ai gestori di stabilimenti balneari e alla cittadinanza. È un cambio di passo culturale: non più solo difesa passiva, ma gestione attiva di ecosistemi che diventano parte integrante dell’offerta turistica. 🕊️🏖️
“Una vacanza a Cinque Vele”: venti itinerari per sfuggire al caldo
La grande novità editoriale della guida 2026 è la rubrica “Una vacanza a Cinque Vele”, che raccoglie venti itinerari selezionati per offrire un’alternativa concreta al binomio ombrellone-tuffo. L’idea nasce da un’esigenza sempre più avvertita: con temperature estive che raggiungono livelli proibitivi, la vacanza balneare deve potersi completare con escursioni verso l’entroterra, dove si cercano temperature più miti, paesaggi meno battuti e un contatto più intimo con la cultura locale. 🚵♀️⛱️
Tra le proposte spicca il sentiero dell’Infinito, un trekking ligure che collega Portovenere a Riomaggiore passando per Campiglia e la costa di Tramonti, un’esperienza dove il blu del mare si mescola con i terrazzamenti e i vigneti. In Toscana, il Giardino dei Tarocchi a Garavicchio, nel comune di Capalbio, offre una commistione unica di arte, scultura e macchia mediterranea, invitando i visitatori a una riflessione estetica e naturalistica. Gli amanti del birdwatching troveranno nella Riserva naturale del lago di Burano, in Toscana, una meta ideale per osservare specie rare in un ambiente intatto. Altri itinerari conducono nelle aree interne di Sardegna, Puglia e Campania, dove borghi e parchi naturali diventano rifugi climatici e culturali. La logica di fondo è semplice: rispondere alla crisi climatica non con la rinuncia, ma con l’intelligenza della diversificazione, offrendo esperienze che allungano la stagione turistica e distribuiscono i flussi. 🎒🌳
Le voci di chi guida il cambiamento: Ciafani e Di Brizzi
Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, sottolinea come la crisi climatica stia ridisegnando le scelte delle vacanze: “Le persone cercano sempre più luoghi di refrigerio, per questo è importante che le località mettano in campo proposte che vadano in questa direzione, come già fanno tante realtà delle Cinque Vele. Ma per contrastare la crisi climatica servono politiche efficaci e un lavoro di squadra che unisca politica nazionale e territoriale, cittadini, imprese e amministratori”. Il riferimento al ciclone Harry, che a gennaio ha colpito alcune regioni del Sud, rammenta l’urgenza di agire su più livelli: riduzione delle emissioni climalteranti e piani di adattamento devono camminare insieme. 🌀⚡
Dal canto suo, Ottavio Di Brizzi, Direttore Editoriale del Touring Club Italiano, ricorda come la guida “Il Mare più bello” da oltre venticinque anni promuova un turismo più attento alla qualità dei territori: “L’edizione 2026 conferma e amplia questo sguardo, con la sezione dedicata alle esperienze nelle località a Cinque Vele. In un momento in cui cambiamento climatico, erosione costiera e tutela della biodiversità sono temi sempre più urgenti, crediamo sia importante promuovere un modello turistico capace di coniugare bellezza, rispetto dell’ambiente e valorizzazione delle comunità locali”. Due visioni convergenti che fanno della guida uno strumento di pressione gentile ma ferma verso le amministrazioni, stimolandole a fare di più e meglio. 📗💚
Menzioni speciali ai sindaci: la politica che osa
Per la prima volta Legambiente, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, ha assegnato quattro menzioni speciali a sindaci che si sono distinti per azioni concrete. Mattia Fiorini, primo cittadino di Spotorno, ha ricevuto il riconoscimento per il Piano Spiagge 2026, che incrementa fino al 40% la percentuale di spiagge libere sul litorale, un gesto forte in un’Italia dove spesso l’arenile è considerato una risorsa da privatizzare. A Custonaci, in provincia di Trapani, il sindaco Fabrizio Fonte è stato premiato per un lavoro complesso di rivalutazione dell’identità culturale, con progetti di rinaturalizzazione e ripristino delle connessioni ecologiche, che integrano costa e entroterra in un’unica narrazione turistica. Josi Gerardo Della Ragione, sindaco di Bacoli, nell’area flegrea, ha condotto una battaglia senza sconti contro le occupazioni abusive sul demanio marittimo e ha avviato interventi di recupero e rigenerazione della fascia costiera, restituendo tratti di litorale alla libera fruizione. Infine, Christofer De Zotti, sindaco di Jesolo, ha ottenuto la menzione per un intervento di adattamento climatico ambizioso: la separazione del ciclo delle acque bianche e nere, un’opera ingegneristica che riduce gli allagamenti e migliora la qualità delle acque di balneazione. 🏅👏
Queste storie dimostrano che la sostenibilità non è uno slogan, ma un cantiere aperto fatto di scelte talvolta scomode, di investimenti mirati e di un dialogo costante con la comunità. Rappresentano semi che, se coltivati, potranno generare un effetto domino su scala nazionale.
Il significato delle Cinque Vele nell’era dell’adattamento
Dopo oltre vent’anni di ricerche e divulgazione nel campo della sostenibilità ambientale, vedo nelle Cinque Vele 2026 un segnale incoraggiante e al tempo stesso un monito. Incoraggiante perché i dati mostrano un’Italia che, dal Cilento alla Gallura, dal Garda al lago di Scanno, è capace di eccellenze diffuse, non isolate. Il fatto che 124 comuni abbiano scelto di diventare “amici delle tartarughe” indica un mutamento culturale profondo: le spiagge non sono solo linee di costa, ma ecosistemi da proteggere, luoghi di vita per specie minacciate il cui successo riproduttivo dipende in gran parte da comportamenti umani rispettosi. 🧠🌱
Monito, perché la velocità della crisi climatica rischia di superare quella delle politiche di adattamento. L’aumento delle temperature spinge le tartarughe a cercare nidi sempre più a nord, anticipa le fioriture, modifica le migrazioni dell’avifauna come il fratino, e mette sotto pressione gli acquiferi costieri. Servono quindi piani integrati che vadano oltre la stagione balneare: gestione dei sedimenti per contrastare l’erosione, protezione delle dune, rinaturalizzazione delle foci fluviali, regolazione dei flussi nautici e pedonali, diffusione di sistemi di allerta precoce per eventi meteorologici estremi. Le Cinque Vele, con i loro indicatori, spingono esattamente in questa direzione, ma è fondamentale che i criteri si evolvano di anno in anno, includendo parametri come la carbon footprint dell’offerta turistica locale, la percentuale di energie rinnovabili utilizzate e la resilienza delle infrastrutture. 🏗️🔬
L’effetto traino sul turismo nazionale e le prospettive future
La guida “Il Mare più bello” non è soltanto una classifica, ma uno strumento di comunicazione ambientale che raggiunge milioni di cittadini, orientando le scelte di viaggio e influenzando le politiche pubbliche. Il fatto che il Meridione occupi stabilmente i primi posti può contribuire a sfatare pregiudizi e a mostrare come il sud Italia abbia in mano carte importanti per uno sviluppo turistico di qualità, distante dai modelli di consumo rapido che hanno danneggiato altre regioni. La rubrica “Una vacanza a Cinque Vele” rappresenta una risposta creativa alla domanda crescente di esperienze autentiche: percorsi a piedi e in bicicletta, visite a parchi naturali, incontri con produttori locali. Un turismo lento che si sposa perfettamente con gli obiettivi dell’adattamento climatico, perché riduce la pressione sui tratti di costa più affollati e rivitalizza le aree interne. 🚲🏘️
Guardando avanti, sarà cruciale che le località a Cinque Vele si facciano promotrici di una rete stabile di scambio di buone pratiche. Per esempio, il modello di polizia ambientale e lotta all’abusivismo sperimentato a Bacoli potrebbe essere replicato altrove; il piano spiagge libere di Spotorno può ispirare comuni dove la percentuale di litorale in concessione è ancora molto alta; le tecniche di separazione delle acque bianche e nere di Jesolo meritano di essere studiate in contesti urbani costieri che soffrono di allagamenti sempre più frequenti. Allo stesso modo, la collaborazione con le associazioni ambientaliste e i centri di recupero delle tartarughe marine deve uscire dalla stagionalità per diventare presidio permanente di educazione ambientale. 🏫🤝
Un invito alla consapevolezza
Quando pianifichiamo una vacanza, abbiamo tra le mani molto più potere di quanto immaginiamo. Scegliere una località che ha saputo proteggere le sue dune, mantenere le spiagge libere, offrire sentieri ombreggiati nell’entroterra e adottare misure concrete per la fauna selvatica significa sostenere un’economia che produce valore ambientale e sociale. Le 30 Cinque Vele 2026 non sono mete esclusive, ma laboratori a cielo aperto di cui diventare parte attiva: rispettando gli habitat, seguendo i percorsi segnalati, informandoci sulle regole locali e magari partecipando a un’escursione con le guide del posto. 🌞🐾
In un mondo che si riscalda, la vera ricchezza di una vacanza non si misura più solo in gradi di temperatura dell’acqua, ma in gradi di consapevolezza che portiamo a casa. Le Cinque Vele ci ricordano che il mare più bello è quello che sa unire la dolcezza del paesaggio alla durezza di scelte lungimiranti, e che il turismo, se ben governato, può diventare il più grande alleato della natura e delle comunità che la abitano. 🏝️❤️
