Cavaglià, Capitale della Transizione Ecologica: L’Impianto A2A che Trasforma i Rifiuti in Biometano e Inclusione Sociale

La transizione ecologica non è più un concetto astratto o un obiettivo lontano, ma una realtà tangibile che si manifesta attraverso progetti concreti e innovativi sul territorio italiano. La campagna nazionale di Legambiente, intitolata “I Cantieri della Transizione Ecologica”, si pone l’obiettivo di mappare e raccontare queste eccellenze, portando alla luce le storie di imprese, comunità e amministrazioni che hanno intrapreso un percorso virtuoso per contrastare la crisi climatica e costruire un futuro più sostenibile.

La 39ª tappa di questa importante iniziativa ha fatto tappa a Cavaglià, in provincia di Biella, un luogo che, grazie all’impianto di trattamento della Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani (FORSU) gestito da A2A, si è trasformato in un vero e proprio laboratorio di economia circolare. L’impianto di Cavaglià non è semplicemente una struttura di smaltimento, ma un polo di rigenerazione dove gli scarti organici, spesso visti come un problema, vengono elevati a risorse preziose: biometano e compost di qualità. Questa sinergia tra recupero di materia ed energia non solo garantisce un significativo risparmio emissivo di CO₂ – superiore al 65% rispetto al metano tradizionale – ma innesca anche un circolo virtuoso di benefici sociali ed economici per la comunità locale.

L’analisi di questo “cantiere” offre una prospettiva completa sulla sostenibilità integrata, dimostrando come l’innovazione tecnologica, l’efficienza ambientale e l’impegno sociale possano convergere in un unico modello operativo. L’impianto di Cavaglià, inaugurato nel 2022, rappresenta un faro per l’Italia, illustrando la via per un futuro energetico più autonomo e un sistema di gestione dei rifiuti realmente circolare.

I Cantieri della Transizione Ecologica: La Mappa dell’Innovazione Italiana

Per comprendere appieno il significato della scelta di Cavaglià come tappa della campagna, è fondamentale inquadrare l’iniziativa di Legambiente. “I Cantieri della Transizione Ecologica” è un progetto ambizioso lanciato per documentare e promuovere le migliori pratiche italiane nel campo della sostenibilità. L’associazione ambientalista riconosce che la lotta alla crisi climatica passa attraverso la diffusione di soluzioni già esistenti e funzionanti, capaci di ispirare una trasformazione su scala nazionale.

La campagna tocca diverse aree tematiche, dall’efficienza energetica alla mobilità sostenibile, dalla gestione delle risorse idriche all’economia circolare. Ogni tappa è una visita in loco, un’occasione per confrontarsi con gli operatori e le comunità, e per validare l’efficacia dei modelli adottati. L’obiettivo è duplice: da un lato, dare visibilità a chi sta già operando il cambiamento; dall’altro, fornire dati e case study concreti per influenzare le politiche pubbliche e accelerare l’adozione di queste soluzioni virtuose.

L’impianto A2A di Cavaglià si inserisce perfettamente in questo storytelling della transizione. Esso incarna la capacità italiana di trasformare una sfida – la gestione dei rifiuti urbani – in una triplice opportunità: ambientale, energetica e sociale. La sua selezione per la 39ª tappa sottolinea l’importanza strategica del settore del biometano e del recupero di materia organica nel panorama della sostenibilità nazionale.

Il Modello Cavaglià: Tecnologia e Circolarità in Dettaglio

L’impianto di Cavaglià è un esempio di ingegneria ambientale avanzata, progettato per massimizzare il recupero di risorse dalla FORSU. La sua operatività si basa su un processo integrato che combina la digestione anaerobica e il compostaggio aerobico, garantendo il massimo recupero di energia e materia.

La Gestione della FORSU

L’impianto è autorizzato a trattare complessivamente 66.000 tonnellate di rifiuti organici all’anno. Di queste, circa 50.000 tonnellate provengono direttamente dalla raccolta differenziata di scarti di cucine e mense locali, evidenziando un forte legame con il territorio e l’efficacia della raccolta differenziata. Il rifiuto organico, una volta conferito, viene sottoposto a un rigoroso processo di pretrattamento per rimuovere le impurità (come plastiche e metalli), garantendo che solo la frazione organica pura entri nel ciclo di trasformazione.

La Digestione Anaerobica e la Produzione di Biometano

Il cuore tecnologico dell’impianto è rappresentato dai digestori anaerobici. In queste grandi vasche sigillate, in assenza di ossigeno, i microrganismi decompongono la sostanza organica, producendo biogas. Il biogas è una miscela di metano (circa 50-70%) e anidride carbonica, oltre a tracce di altri gas.

Il passo successivo è la raffinazione del biogas, attraverso un processo chiamato upgrading, che rimuove l’anidride carbonica e le altre impurità, ottenendo così il biometano. Questo gas, con una composizione quasi identica a quella del gas naturale di origine fossile, può essere immesso direttamente nella rete nazionale, diventando una fonte energetica rinnovabile e programmabile.

I numeri dell’impianto di Cavaglià in questo senso sono eloquenti: la produzione annua supera i 4,5 milioni di metri cubi di biometano. Questa quantità è sufficiente a coprire il fabbisogno energetico di circa 3.500 famiglie, contribuendo in modo significativo alla riduzione della dipendenza dai combustibili fossili e alla decarbonizzazione del settore energetico.

Il Risparmio Emissivo: Un Vantaggio Climatico

Uno degli aspetti più rilevanti evidenziati da Legambiente è il beneficio climatico. Il biometano prodotto a Cavaglià garantisce un risparmio emissivo di CO₂ superiore al 65% rispetto al metano tradizionale. Questo dato è cruciale nel contesto degli obiettivi climatici europei e nazionali. La produzione di biometano da FORSU non solo evita l’emissione di metano (un gas serra molto più potente della CO₂) che si verificherebbe in una discarica, ma sostituisce anche un combustibile fossile, realizzando un doppio credit ambientale.

Il Biometano: Pilastro della Transizione Energetica Italiana

Il biometano si sta affermando come una delle risorse chiave per la transizione energetica italiana ed europea. La sua versatilità lo rende adatto a diversi usi: può alimentare veicoli (bio-GNL o bio-CNG), essere utilizzato per il riscaldamento domestico o per la produzione di energia elettrica.

Autonomia Energetica e Sviluppo Rurale

La produzione di biometano da biomasse agricole e da FORSU offre un’opportunità unica per rafforzare l’autonomia energetica del Paese. A differenza di altre fonti rinnovabili (come l’eolico o il solare), la produzione di biometano può essere continua e programmabile, garantendo stabilità alla rete energetica. Come sottolineato da Davide Marinzi, Responsabile Impianti di Trattamento di A2A Ambiente, la filiera del biometano non solo rafforza la circolarità, ma contribuisce attivamente all’autonomia energetica nazionale.

Inoltre, lo sviluppo di questi impianti è strettamente legato al settore agricolo. Molti impianti a biometano, pur non essendo il caso specifico di Cavaglià che tratta FORSU, utilizzano sottoprodotti agricoli e reflui zootecnici, creando una simbiosi tra energia e agricoltura che genera reddito aggiuntivo per le aziende rurali e favorisce la gestione sostenibile dei reflui.

La Sfida della Decarbonizzazione

Il biometano è un alleato fondamentale nella sfida della decarbonizzazione, in particolare per i settori difficili da elettrificare, come il trasporto pesante e alcune industrie ad alta intensità energetica. La possibilità di utilizzare infrastrutture del gas esistenti per veicolare un combustibile rinnovabile rende il biometano una soluzione economicamente efficiente e rapidamente implementabile per ridurre l’impronta carbonica di questi settori.

Il Compost di Qualità: Chiudere il Ciclo con l’Agricoltura

L’economia circolare, nel suo senso più puro, richiede che ogni scarto diventi una risorsa. A Cavaglià, il ciclo non si conclude con la produzione di energia, ma con il recupero di materia organica sotto forma di compost di qualità.

Dal Digestato al Fertilizzante Certificato

Dopo la digestione anaerobica, il residuo solido e liquido, chiamato digestato, viene sottoposto a un processo di compostaggio aerobico. In questa fase, il materiale viene ossigenato e stabilizzato, eliminando eventuali patogeni e trasformandolo in un ammendante agricolo ricco di sostanze nutritive.

L’impianto di Cavaglià produce circa 12.000 tonnellate di compost all’anno, ottenuto dall’umido domestico e dai rifiuti verdi (sfalci e potature). Questo compost è certificato e rappresenta una risorsa preziosa per gli agricoltori locali, che possono ritirarlo direttamente in loco.

La Rigenerazione del Suolo

L’utilizzo del compost in agricoltura ha un impatto ambientale profondamente positivo. Il compost ricco di sostanze nutritive viene restituito ai terreni agricoli, preservando la fertilità del suolo e contrastandone l’impoverimento. Questo è un punto cruciale: l’uso di compost organico riduce la necessità di ricorrere a fertilizzanti chimici di sintesi, la cui produzione è energeticamente costosa e il cui uso eccessivo può portare a problemi di inquinamento delle acque e degrado del suolo.

Il modello Cavaglià dimostra che è possibile chiudere il ciclo della sostanza organica in modo virtuoso, trasformando un problema di smaltimento in una soluzione per la salute del suolo e la sostenibilità dell’agricoltura.

L’Impatto Socio-Economico: Un Modello di Inclusione

Oltre ai benefici ambientali e energetici, l’impianto di Cavaglià si distingue per il suo impatto socioeconomico positivo sul territorio, un aspetto che Legambiente ha voluto mettere in luce come parte integrante della transizione ecologica.

Occupazione Stabile e Indotto Locale

L’impianto garantisce occupazione stabile a personale specializzato nella gestione, conduzione e manutenzione degli impianti. Ma l’impatto economico si estende oltre i confini del sito stesso. La presenza di A2A genera un vero e proprio indotto per le aziende locali, creando nuove opportunità di lavoro per chi opera in settori come la manutenzione elettromeccanica, impiantistica e idraulica. Questo contribuisce a rafforzare il tessuto economico della provincia di Biella, dimostrando che gli investimenti in economia circolare sono anche investimenti in sviluppo locale.

Il Progetto di Inclusione Sociale

L’aspetto forse più innovativo e lodevole è il progetto di inserimento lavorativo rivolto a persone in difficoltà. Realizzato in collaborazione con una Cooperativa Sociale, questo progetto mira a promuovere l’inclusione sociale, la formazione professionale e l’accesso al lavoro per categorie protette.

L’iniziativa ha già dato risultati concreti: negli impianti piemontesi in cui opera A2A, sono state complessivamente inserite in modo stabile 12 persone appartenenti alle categorie protette. Questo dimostra che un “cantiere della transizione ecologica” può essere anche un “cantiere dell’inclusione sociale”, dove la responsabilità d’impresa si traduce in azioni concrete per il benessere della comunità.

La sinergia tra un grande player industriale come A2A e il terzo settore, rappresentato dalla Cooperativa Sociale, crea un modello di welfare aziendale e territoriale che va oltre la mera conformità normativa, ponendo l’essere umano e la sua dignità al centro del processo produttivo.

Il Futuro del Biometano e la Replicabilità del Modello

Il modello Cavaglià non è un caso isolato, ma un esempio di come l’Italia possa posizionarsi all’avanguardia nell’economia circolare. La replicabilità di questo modello è la chiave per accelerare la transizione ecologica a livello nazionale.

Le Sfide Future

Nonostante i successi, il settore del biometano e del compostaggio deve affrontare alcune sfide. La prima è l’ottimizzazione della raccolta differenziata della FORSU, che deve raggiungere standard di qualità sempre più elevati per minimizzare le impurità e massimizzare l’efficienza degli impianti. La seconda è la necessità di politiche di incentivazione stabili che supportino gli investimenti in nuove infrastrutture e garantiscano la sostenibilità economica a lungo termine degli impianti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *