
Il 2026 potrebbe passare alla storia come l’anno della definitiva affermazione dell’agrivoltaico in Italia. Dopo anni di incertezze normative e dibattiti sul futuro energetico del nostro Paese, una nuova legge e miliardi di euro in investimenti stanno trasformando questa tecnologia da promettente esperimento a pilastro strategico della transizione ecologica italiana. Ma cosa significa davvero per le aziende agricole, per l’ambiente e per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione? 🌾☀️
L’agrivoltaico rappresenta una delle soluzioni più innovative per affrontare una delle sfide più complesse del nostro tempo: come produrre energia pulita senza sottrarre terreno all’agricoltura. Con la conversione in legge del DL 175/2025 avvenuta il 15 gennaio 2026, l’Italia ha finalmente messo nero su bianco una definizione chiara di cosa sia un impianto agrivoltaico, chiudendo una fase di interpretazioni e aprendo la strada a investimenti strutturati e pianificati.
La Rivoluzione Normativa: Il DL 175/2025 Cambia le Regole del Gioco
Una Definizione Finalmente Chiara 📋
Il Decreto-legge 175/2025, convertito in Legge n. 4 del 15 gennaio 2026, rappresenta una vera e propria pietra miliare per il settore. Come emerso durante Fieragricola 2026 a Verona (4-7 febbraio), la nuova normativa ha risolto una delle principali criticità che affliggevano il comparto: l’assenza di una definizione univoca di impianto agrivoltaico.
“È la prima definizione a norma di legge dell’agrivoltaico”, ha sottolineato Rolando Roberto di Italia Solare durante il convegno organizzato da QualEnergia. “Prima avevamo delle Linee Guida, con dei parametri che potevano essere interpretati. Ad oggi c’è una definizione precisa.”
Secondo il DL 175/2025, l’agrivoltaico è definito come “un impianto fotovoltaico che preserva la continuità delle attività colturali e pastorali sul sito di installazione”. La normativa specifica, inoltre, che in area agricola è sempre permessa la realizzazione di impianti agrivoltaici con “moduli collocati in posizione adeguatamente elevata da terra”. 🏗️
I Requisiti per la Continuità Agricola
Una delle novità più rilevanti riguarda l’obbligo di preservare almeno l’80% della Produzione Lorda Vendibile (PLV) rispetto alla situazione pre-installazione. Il proponente deve presentare una dichiarazione asseverata da un professionista abilitato che attesti la capacità dell’impianto di mantenere questo livello produttivo.
Ma non finisce qui. La legge introduce un meccanismo di monitoraggio quinquennale da parte dei comuni, che devono verificare il mantenimento delle condizioni agricole. In caso di inadempienza, sono previste sanzioni pesantissime: da 1.000 a 100.000 euro e l’obbligo di ripristino dello stato dei luoghi. Questa è la risposta del legislatore a chi temeva che l’agrivoltaico potesse essere una “scusa” per installare fotovoltaico a terra mascherato. 🚫⚖️
Le Zone Grigie da Chiarire
Nonostante i progressi, permangono alcuni punti critici che gli operatori del settore attendono di vedere chiariti. Rolando Roberto ha evidenziato tre questioni fondamentali:
- L’altezza dei moduli: Cosa significa esattamente “adeguatamente elevata da terra”? Le Linee Guida del 2022 fornivano indicazioni precise, ma la nuova formulazione lascia spazio all’interpretazione progettuale.
- Il calcolo della PLV: Come si calcola l’80% della Produzione Lorda Vendibile? La PLV è un parametro complesso, soggetto a variabilità stagionali e di mercato. Occorrono chiarimenti su metodologie e tempistiche di valutazione.
- I controlli comunali: Comuni anche molto piccoli sono chiamati a verificare la conformità degli impianti. Non sempre hanno personale e competenze adeguate a questi controlli tecnico-agronomici specialistici. 🏛️
Gli Investimenti: Numeri da Capogiro
Da 2 a 17 Miliardi in Tre Anni
I dati parlano chiaro: l’agrivoltaico sta vivendo un vero e proprio boom di investimenti. Secondo Althesys, società di consulenza strategica specializzata in energie rinnovabili, gli investimenti in agrivoltaico in Italia sono cresciuti da 2 miliardi di euro nel 2021 a oltre 17 miliardi nel 2024. Una crescita esponenziale che testimonia la fiducia degli operatori in questa tecnologia. 💰📈
Ma c’è di più. Sempre secondo Althesys, nel 2025 sono stati presentati progetti agrivoltaici per complessivi 9,5 GW (di cui 7 GW in via di autorizzazione). Tra il 2021 e il 2025, i progetti mappati dalla società raggiungono la cifra impressionante di 61,1 GW.
Il Vantaggio Competitivo per le Aziende Agricole
Durante la Giornata dell’Agrivoltaico 2026 organizzata da ANIE, il CREA Politiche e Bioeconomia ha presentato dati illuminanti sui benefici economici dell’autoproduzione di energia per le aziende agricole.
Lo studio ha analizzato aziende che hanno investito in agrisolare (fotovoltaico su strutture) beneficiando di contributi, confrontandole con aziende senza autoproduzione. I risultati sono eclatanti:
- Le aziende con autoproduzione di energia (anni 2021-2022) non hanno registrato incrementi di costi correnti né aumenti di costi per energia elettrica
- Le aziende che non hanno aderito al Parco Agrisolare (PNRR) hanno visto incrementi oltre il 20% dei costi 💡🏭
Questi dati dimostrano come l’autoproduzione energetica sia diventata fondamentale per preservare e incrementare la redditività delle aziende agricole, soprattutto in un contesto di costi energetici volatili e crescenti.
Come Funziona l’Agrivoltaico: Tecnologia e Agricoltura Hand in Hand
L’Uso Duale del Suolo
Il principio fondamentale dell’agrivoltaico è l’uso duale del suolo: lo stesso terreno viene utilizzato contemporaneamente per produzione agricola e produzione di energia elettrica. A differenza del fotovoltaico a terra tradizionale, che occupa completamente il suolo rendendolo inutilizzabile per l’agricoltura, l’agrivoltaico è progettato per permettere la coltivazione sotto, tra e intorno ai pannelli. 🌾⚡
Questo approccio comporta diverse configurazioni tecniche:
- Pannelli sollevati: posizionati ad altezza sufficiente (tipicamente 2-5 metri) per permettere il passaggio di macchine agricole
- Strutture tracker: sistemi che seguono il movimento del sole per ottimizzare la produzione energetica
- Configurazioni verticali o bifacciali: per massimizzare la penetrazione della luce alle colture
- Integrazione con agricoltura di precisione: sensori, irrigazione intelligente, monitoraggio delle performance agricole 🤖🚜
Benefici per le Colture
Contrariamente alle preoccupazioni iniziali, diversi studi scientifici hanno dimostrato che in determinate condizioni l’agrivoltaico può addirittura migliorare le performance agricole:
- Protezione dal calore eccessivo: in periodi di siccità e ondate di calore, l’ombreggiamento parziale può proteggere le colture dallo stress termico
- Riduzione dell’evaporazione: minor perdita di acqua dal suolo
- Protezione da eventi estremi: grandine, gelate notturne, vento eccessivo
- Microclima favorevole: in alcune colture, l’ombreggiamento parziale crea condizioni ottimali 🌡️💧
Questo spiega perché l’agrivoltaico sta trovando applicazione in colture particolarmente sensibili come la viticoltura e le ortive.
Il Contesto Europeo: L’Italia nel Panorama Internazionale
Gli Obiettivi UE di Decarbonizzazione
L’agrivoltaico si inserisce nel più ampio quadro degli obiettivi europei di decarbonizzazione. L’Unione Europea punta a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, con obiettivi intermedi di riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. 🎯
Per raggiungere questi target, l’Europa deve installare circa 600 GW di nuova capacità fotovoltaica entro il 2030. In questo contesto, l’agrivoltaico rappresenta una soluzione strategica che permette di:
- Aumentare la capacità rinnovabile senza consumare suolo agricolo
- Mantenere la sovranità alimentare
- Sostenere il reddito agricolo
- Decarbonizzare il settore energetico
Il Divieto di Fotovoltaico a Terra
La nuova normativa italiana ha di fatto bandito il fotovoltaico a terra dai terreni agricoli, salvo specifiche eccezioni limitate alle aree classificate come “idonee”. Questa scelta politica spinge in modo deciso verso l’agrivoltaico come unica opzione per la produzione solare in area agricola. 🚫🌍
Il legislatore ha voluto dare un segnale chiaro: la produzione energetica non può avvenire a scapito della produzione alimentare. L’agrivoltaico diventa quindi non solo un’opportunità, ma quasi una scelta obbligata per chi vuole investire nel solare in contesti agricoli.
Agrivoltaico e Viticoltura: Un Binomio Vincente
L’Innovazione Entra in Vigneto
Uno dei settori dove l’agrivoltaico sta dimostrando il maggior potenziale è la viticoltura. Le viti sono particolarmente sensibili a temperature estreme e stress idrici, problematiche sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici. 🍇🌞
Secondo studi presentati a Fieragricola 2026, gli impianti agrivoltaici in vigneto possono:
- Ridurre la temperatura delle foglie di 2-4°C nei giorni più caldi
- Diminuire l’evapotraspirazione fino al 20-30%
- Proteggere dai danni da scottature solari sui grappoli
- Mantenere o migliorare la qualità dell’uva grazie a maturazioni più equilibrate
L’agrivoltaico permette inoltre l’integrazione di strumenti di agricoltura digitale e di precisione, come previsto esplicitamente dalla nuova legge. Sensori per il monitoraggio dell’umidità, telecamere per il controllo fitosanitario, stazioni meteo integrate: la tecnologia fotovoltaica diventa la spina dorsale di un vigneto 4.0. 📱🍷
Le Sfide Aperte: Cosa Manca per il Decollo Definitivo
Questioni Tecniche e Burocratiche
Nonostante i progressi normativi, restano ostacoli concreti alla diffusione su larga scala dell’agrivoltaico:
- Complessità autorizzativa: le procedure rimangono lunghe e complesse, con competenze frammentate tra diversi livelli amministrativi
- Costi iniziali elevati: l’investimento per un impianto agrivoltaico è superiore a quello di un impianto fotovoltaico tradizionale
- Necessità di competenze multidisciplinari: progettare un agrivoltaico richiede expertise sia energetica che agronomica
- Incertezza su PPA e mercato elettrico: i contratti di lungo termine per la vendita di energia sono ancora poco standardizzati 📊⚙️
Il Ruolo dei Comuni: Una Scommessa Critica
Come evidenziato dagli esperti intervenuti a Fieragricola, il ruolo dei comuni nel monitoraggio quinquennale è una scommessa rischiosa. Molti comuni, soprattutto quelli di piccole dimensioni, non dispongono del personale tecnico qualificato necessario per verificare:
- Il mantenimento dell’80% della PLV
- La conformità agronomica degli impianti
- L’effettiva continuità delle attività colturali
Occorrerà probabilmente un supporto strutturato da parte di enti sovracomunali (province, regioni, camere di commercio) e di ordini professionali (agronomi, ingegneri) per rendere effettivo questo sistema di controllo. 🏛️👨🌾
Prospettive Future: Verso un Modello Replicabile
Il Potenziale dell’Agrivoltaico in Italia
Secondo uno studio ENEA citato a Fieragricola 2026, il potenziale agrivoltaico in Italia potrebbe coprire oltre 20 GW di potenza entro il 2030, contribuendo in modo significativo agli obiettivi nazionali di decarbonizzazione.
Per mettere questo numero in prospettiva: 20 GW di agrivoltaico potrebbero produrre circa 30 TWh di energia elettrica all’anno, equivalenti a circa il 10% del consumo elettrico nazionale. E tutto questo senza sottrarre un solo ettaro all’agricoltura. 🌍🔋
Un Modello Esportabile
L’esperienza italiana in agrivoltaico sta attirando l’attenzione internazionale. Paesi con simili vocazioni agricole e obiettivi climatici ambiziosi guardano all’Italia come laboratorio di innovazione. Il modello normativo italiano, con la sua attenzione alla preservazione della PLV e ai controlli sulla continuità agricola, potrebbe essere replicato in altri contesti mediterranei ed europei. 🌐🤝
L’Integrazione con Altri Strumenti di Sostenibilità
L’agrivoltaico non è un’isola, ma si integra con altri strumenti e strategie per la sostenibilità agricola:
- Agricoltura rigenerativa: pratiche che migliorano la fertilità del suolo e la biodiversità
- Precision farming: tecnologie digitali per ottimizzare input e output
- Certificazioni ambientali: standard che valorizzano la produzione sostenibile sul mercato
- Comunità energetiche agricole: modelli di condivisione e autoconsumo dell’energia prodotta ♻️🌱
L’integrazione di questi approcci può moltiplicare i benefici economici e ambientali, creando aziende agricole resilienti, produttive e a impatto climatico netto zero.
Conclusioni: L’Anno della Svolta
Il 2026 segna un momento di svolta per l’agrivoltaico italiano. Dopo anni di dibattiti e incertezze, la combinazione di:
- Normativa chiara e vincolante
- Investimenti miliardari
- Dati scientifici rassicuranti
- Pressione per il raggiungimento degli obiettivi climatici
…sta creando le condizioni per un’espansione rapida e strutturata di questa tecnologia. 🚀✅
Il messaggio emerso da tutti gli incontri di Fieragricola 2026 è cristallino: il legislatore spinge verso l’agrivoltaico. Non si tratta più di decidere “se” ma “come” integrare produzione energetica e agricola. Le aziende agricole che sapranno cogliere questa opportunità potranno beneficiare di:
- Maggiore competitività grazie all’autoproduzione energetica
- Diversificazione del reddito con la vendita di energia
- Accesso a strumenti digitali integrati negli impianti
- Contributo concreto alla transizione ecologica del Paese 💪🌟
Le sfide restano, soprattutto sul fronte burocratico e delle competenze. Ma la direzione è tracciata: l’agrivoltaico non è più un esperimento, è il futuro dell’energia solare in agricoltura. Un futuro in cui produzione alimentare ed energetica convivono, si potenziano reciprocamente e dimostrano che la sostenibilità non è solo possibile, ma anche economicamente conveniente.
Per le aziende agricole italiane, per i progettisti, per gli investitori e per l’intero sistema Paese, il 2026 rappresenta l’anno in cui l’agrivoltaico passa definitivamente dalla promessa alla realtà. Una realtà fatta di pannelli solari che non oscurano i campi, ma li illuminano di un futuro più sostenibile. ☀️🌾
